Un po di Francigena : Collecchio-Fornovo

dopo aver a settembre percorso da Fiorenzuola a Fidenza (vedi qui), ho proseguito questo pezzo di Francigena ad Agosto, per scavalcare la Cisa e ripetere qualche pezzo e fare un pezzo di Francigena che avevo evitato mediante un percorso alternativo.

Come prologo una tappa di Pianura lungo il Taro. Niente di particolare (esiste un’altra variante collinare)

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La Via degli Acquedotti

Dsc07668Una bella “due giorni” tra Lucca e Pisa. 

Un cammino che se ben allenati potrebbe anche essere fatto in un giorno.  La parte inziaile, sino a Vorno, potrebbe essere la parte iniziale di una variante ad una scialba tappa della Via Francigena ufficiale. 

Dsc07662Prima parte bellissima risalendo il corso dell’acquedotto ottocentesco che riforniva Lucca di acqua, sino alle “prese”. con cisterne e punti di confluenza che sembrano tempietti.

 (vedi di più) — Galleria)
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Un po di Francigena : Fiorenzuola-Fidenza-Fornovo

Dsc07445Nel mio percorso del 2017-19  (la lunga marcia) arrivato a Fiorenzuola avevo svoltato, lasciando il cammino ufficale per le colline parmigiane e parmensi, ricongiugendomi alla Francigena ufficiale a Cassio (PR)

Qui invece ho percorso due tappe “canoniche arrivando a Fornovo. Intenzione è proseguire sino a Pontremoli il prossimo anno.

Notevole l’abbazia di Chiaravalle visitata nella tappa tra Fiorenzuola e Fidenza

 

 

 

Cimitero di Montecassino

Mi ha sempre colpito, tra le vicende della seconda Guerra mondiale, l’incredibile storia del secondo corpo polacco che combatte risalendo l’Italia tra il 44 e 45. Incredibile perché dietro c’è tutta la tragica storia della Polonia nella seconda Guerra mondiale. Erano circa 50.000 militari polacchi che al termine della spartizione della Polonia fatta tra Hitler e Stalin nel 1939, furono internati in Russia nei campi di concentramento. Solamente quando Hitler invase l’Unione Sovietica, questa , la Gran Bretagna gli Stati Uniti e diventarono alleati. Così nel 1942 gli inglese ottenero che questi militari polacchi venissero liberati dai russi e dopo un lungo viaggio attraverso l’iran e il Medio Oriente furono inquadrati nell’esercito alleato a partire dalla campagna d’Egitto e poi in Libia a Tobruk. Nel 1943 sbarcarono in Puglia e successivamente risalirono l’Italia con gli alleati l’Italia nella Guerra di liberazione e furono determinanti nella quarta battaglia di Montecassino e poi e furono i primi a entrare in Bologna liberata. Al termine della guerra però la maggior parte di questi non rientro’ in patria e quei pochi che lo fecero finirono deportati in Unione sovietica perché quasi tutti provenivano dalla parte orientale della Polonia quella che fu annessa all’Unione sovietica La maggior parte quindi scelse l’esilio emigrando in USA, Canada, Sudafrica, Australia e Gran Bretagna. Mi ha sempre colpito la storia di questa gente che ha combattuto per liberare una patri, la nostra, e poi alla fine si è ritrovato senza la propria. In patria erano considerati dei banditi e rimasero fedeli al governo polacco in esilio che non riconobbe mai il governo di Varsavia che era un fantoccio dell’Unione sovietica. Solo nel 1990 col ritorno della democrazia, pochi sopravvissuti ritorneranno in patria e il governo in esilio di Londra riconoscerà finalmente governo di Lech Walesa come legittimo .
Una storia terribile perché dietro ci sono violenze, stermini, deportazioni di milioni di persone … una pagina della storia che forse ci farebbe bene studiare.
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