Ai servizi sociali hanno segato la regina

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Leggo sull’Eco del Chisone di oggi che al Consorzio Servizi sociali di Pinerolo, nell’eleggere il nuovo CDA, sono successe due cose, una importante per il nostro piccolo comune, l’altra per il PInerolese.
Comincio dalla prima che è clamorosa….. anche se cronologicamente, è la seconda, ma riguarda la nostra “regina”. E anche molti assistenzializzati elettori.

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Negli anni ’80 non c’era Spotify …

rrougeConcordo con RRouge.

Negli anni ’80, studente squattrinato, entravo nei negozi di dischi e soffrivo, perchè avrei voluti portamene a casa centinaia ma non avevo ovviamente i soldi. Adesso il negozio è virtuale ma soffri lo stesso. Ma non avrei mai pensato di pensare non solo di rubare, ma ancora di dire che facevo bene a farlo.

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LU COLOMBO – Rimini-Ouagadougou (1985)


Della serie : gli amori dei vent’anni….

una canzone che avrebbe meritato miglior fortuna, ma la cantante arrivava da tormentoni estivi e non fu apprezzata in una veste più raffinata….

Siccome io, stranamente, non collegai questa canzone a “Maracaibo”, l’annotai, senza preconcetti , nella mia mente.

Un lustro dopo, attorno al 1990, seduto ad un tavolino in un dehor di fronte al mare di Rimini, con la mia compagnia femminile dell’epoca, sorseggiando il mio solito “Jonnhy Walker”, per quei misteri neppure troppo misteriosi delle nostre sinapsi, scattò qualcosa nella mia mente e mi sovvenne la canzone.
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Un viaggio lungo 10.000 km (21) : le Stelle gialle sulle strade

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Sulle strade argentine è usuale vedere delle stelle gialle dipinte sull’asfalto.
E’ un usanza nata alcuni anni fa, ad opera di una associazione di genitori di ragazzi morti per incidenti sulle strade.

Le stelle indicano il luogo in cui vi è stato un incidente mortale su una strada . Ogni stella un morto. Dietro ogni stella, ci sono
genitori che piangono un figlio, bambini che sono rimasti senza genitori. Amici a cui manca la presenza di qualcuno che non tornerà.

L’idea (copiata da una simile in Colombia) iniziò nel 2003 .

Ma le stelle non sono solo pensate per essere un tributo a quelli che non ci sono più. Vanno molto oltre. Vogliono essere un segnale di avvertimento, un monito per essere a conoscenza del numero delle vittime, quasi la metà di esse tra i 17 ei 30 anni secondo gli ultimi dati.

Si tratta di decessi prevenibili, che ci ricordano la necessità di applicare e migliorare le normative vigenti sul traffico e di modificare i comportamenti che causano tragedie.

Un viaggio lungo 11.000 km (20) : San Carlos de Bariloche

San Carlos de Bariloche (detta anche semplicemente Bariloche) è una città dell’Argentina con una popolazione di circa 110.000 abitanti. Si trova nella provincia del Río Negro, nella Patagonia nord-occidentale, ai piedi delle Ande, sulle sponde del lago Nahuel Huapi, circondata dai monti Tronador, Cerro Catedral e Cerro López. È una famosa stazione sciistica, ma offre anche altre attività quali sport acquatici, trekking e alpinismo. È nota come la Svizzera Argentina, perchè colonizzata a partire dal 1900 da coloni svizzeri e tedeschi , che hanno portato alcune produzioni titipiche, come la birra e la cioccolata

(clicca sull’immagine per la gallery)

Bariloche

Un viaggio lungo 11.000 km (19) : Cuevas de Los Manos

Cuevas de los manos(clicca sull’imagine per la Gallery)

La Cueva de las Manos (che in spagnolo significa Caverna delle Mani) è una caverna situata nella provincia argentina di Santa Cruz. PAtrimonio dell’Unesco, è posta in un luogo oslato ed incantevole, che non ha da invidiare ai Canyon americani.

Essa è famosa (e infatti a questo deve il suo nome) per le pittore rupestri rappresentanti mani, che appartenevano al popolo indigeno di questa regione (probabilmente progenitori dei Tehuelche), vissuto fra i 9.300 e i 13.000 anni fa. Gli inchiostri sono di origine minerale, quindi l’età delle pitture rupestri è stata calcolata dai resti degli strumenti (ricavati da ossa) usati per spruzzare la vernice sulla roccia.

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