Un viaggio lungo 11.000 km (3) Io e il gemellaggio “Piscina e Suardi”

(il senso del gemellaggio non è un costoso pezzo di ferro circondato da una costosa “rotonda”)

Dsc03699 TagliataPrima di raccontare con le foto la stupenda accoglienza riservatami a Suardi , vorrei fare alcuni precisazioni.

Anticipo solo che l’accoglienza loro accoglienza è stata fraterna, e lo sarebbe stata con qualunque Piscinese, al di sopra delle nostre baruffe.

Alcune mie critiche pasate nei confronti dell’amministrazione di Edda Basso per il modo di gestire il gemellaggio potrebbero far pensare che io sia contrario a questo, o che vi sia una contraddizione tra queste obiezioni ed il mio recarmi in quella località.  (Contraddizione stupidamente inventata nel manifesto “comunicato ai cittadini” di due anni fa)

Sono sempre stato favorevole, al gemellaggio tra Piscina e Suardi. Lo ero nel 2007, unico tra le opposizioni ad impegnarsi. Credo che i legami culturali tra noi e quelli che sono, spesso letteralmente, i nostri cugini argentini, siano importanti ed arricchenti. Avendo visitato poi per 4 volte quel paese da Nord a Sud da Est ovest, ne sono sempre più convinto.

Il mio dissenso è nato a causa della modalità di gestione, dallo spreco di soldi in un monumento eccessivamente costoso e che ha portato quel gemellaggio sotto una luce antipatica a molti cittadini e contribuenti. Ma…

Un gemellaggio è un fatto culturalmente importante, è un momento di forte crescita culturale e di apertura mentale: si conoscono persone e luoghi diversi, ma non nel solo aspetto turistico, ma soprattutto in quello del capire il mondo, vedendo certi aspetti sotto un altra luce.

Sono stato in Argentina 4 volte, prima di tutto dai miei cugini di secondo grado, che vivono in prossimità di Cordoba, dai miei amici di Suardi, ho fatto viaggi lunghi e brevi, l’ultimo di 18 giorni in Patagonia con lunghi spostamenti in BUS, durante i quali ho scambiato esperienze, ho cercato di capire come sia organizzata la società argentina, fuori dagli stereotipi propinati da organi di stampa e giornalisti, che dell’Argentina, spesso conoscono solo in modo parziale la loro storia, spesso con i limiti dell’ideologia “kommunjak” degli anni ’70.

Aspetti che racconterò nei post che seguiranno, confrontandoli con la nostra situazione, con le lamentele da bambini viziati della mia generazione e ancora di più di quella delle generazioni successive.

Tante cose che chi mi critica sui manifesti non sa raccontare, forse non ha colto , o non sa o vuole raccontare, chiusa nella sua torre d’avorio, nel loro isolarsamento da chi non la pensa come loro, di chi esprime critiche.  

E non parlo, di me (che non ho mai fatto parte della sua cerchia) , ma del 90% di chi negli ultimi anni è stato per più o meno tempo nella “maggioranza”, del circolo di comando a Piscina, ma se ne sono più o meno andati volutamente o ne sono stati esclusi.

Perché il senso del gemellaggio non è un costoso pezzo di ferro circondato da una costosa “rotonda” dotata di un costoso impianto di irrigazione, Ma è un processo di crescita mentale, un arricchimento culturale, che va diffuso quasi fosse una evangelizzazione da compiere.

Altrimenti il gemellaggio si riduce da parte piscinese a qualcosa sentito solo sa pochi e contestato, ignorato e criticato dai più.

 

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