Un foto epica

fsirmanUna foto che sa di epico, ricorda un automobilismo di altri tempi, con un pilota solo sotto la pioggia nell’infermo verde del Nurburgring, che, testardamente, cerca di riportare in pista una vettura. Potrebbe bastare così ed essere “solo” uno dei tanti episodi di cui è costellata la storia dell’automobilismo sportivo. Ma qui siamo di fronte ad un gesto che, senza saperlo ancora, porterà, insieme ad altre grandi imprese, e ad un po’ di fortuna, tre mesi dopo al titolo mondiale meno desiderato della storia, vinto da una casa che quel mondiale non doveva proprio correrlo…

Il Pilota è Jack Fairman all’epoca già quarantaseienne, che Stirling Moss aveva voluto con se, per gareggiare privatamente nella 100Km del Nurburgring, terza prova su 5 del mondiale marche 1959.

Il Mondiale Marche 1959 rimane alla storia come il mondiale vinto quasi involontariamente dalla Aston Martin. Quantomeno perché la casa inglese aveva deciso dopo anni di delusioni di concentrare i propri sforzi solo sulla 24 ore di Le Mans e su una disastrosa avventura in F1.

Dal 1950, l’Aston Martin aveva tentato sotto la direzione sportiva di John Wyer di vincere a le Mans, ma aveva costellato una serie di fallimenti, anche dopo l’acquisizione da parte di David Brown, già titolare della Lagonda, aveva permesso di utilizzare lo stupendo 6 cilindri in linea progettato da W.O. Bentley.  Erano arrivati solo due secondi posti nel 1955 e 1956.

 Nel 1957 e 58 le peggiori frustrazioni.  Alla guida della squadra corse vi era ora Reg Parnell, con John Wyer passato nel board dell’Azienda.  Le vetture sono le nuove DBR1 progettate da John Cutting e con il motore Lagonda sei cilindri. Dopo due vittorie a Spa e Nurburgring con Brooks e Cunningham-Reid, un forte ottimismo aleggia nel quartier generale inglese.  Nella prima edizione senza il limite di cilindrata, introdotto dopo la tragedia del 1955, la lotta sembra circoscritta tra la DBR1 e la Ferrari che schiera le 335 S di 4 litri.  Ma l’affidabilità tradirà entrambe, con il sorprendete successo della Jaguar privata della Scuderia Ecosse guidata da Bueb e Flockhart, ultimo successo della casa di Coventry per 31 anni.

Anche nel 1958 l’Aston Martin arriva ringalluzzita dalla vittoria al Nurburgring con Mass e Brabham. Ma di nuovo l’affidabilità tradisce le vetture inglesi, Moss è in Pole ed in testa per le prime due ore, ma viene tradito dal motore. L’Altra vettura di Lewis-Evans e Salvadori si ritirerà per incidente e quella di Brooks-Trintignant romperà il cambio, lasciando la vittoria alla Ferrari che si aggiudicherà anche il mondiale marche.

Come conseguenza di queste delusioni Brown decide di ridurre l’impegno nelle Sport per puntare alla F1 realizzando la DBR4, derivata dalla vettura sport e che si rivelerà superata dalle agili Cooper-Climax a motore anteriore. Per il 1959, l’attività tra le sport sarà limitata a Le Mans , con le vetture sottoposte ad una cura per aumentare l’affidabilità anche a scapito della potenza del motore 6 cilindri in linea e con John Wyer di nuovo alla guida del team.

Senza saperlo però il mondiale arriverà proprio quell’Anno e quasi involontariamente. Sono previste cinque gare (Sebring, Targa Florio, Nurburgring, le Mans e Goodwood)

A Sebring, per la 12 ore, Shelby e Salvatori vi partecipano privatamente solo perché gli organizzatori pagano le spese di trasporto e un lauto ingaggio per i due. Una quantità di olio eccessiva dopo un rabbocco , fa fuoriuscire del liquido che bagna la frizione e alla lunga provocherà la rottura del cambio.

Dopo la Targa Florio, dominata dalle Porsche, al Nurburgring (due settimane prima di Le Mans) è Stirling Moss che affitta a suo spese l’unica DBR1 non preparata per le Mans. Ingaggia il concreto ed esperto Fairman come secondo pilota e parte in testa alla 1000km. Quando Fairman sale al volante, piove sulla foresta nera: il 46 enne pilota, sbanda ed esce di pista rimanendo bloccato. Ai Box Moss getta la spugna e si cambia pure d’abito.  Ma Fairman, dotato di un fisico possente e di una forza fisica notevole, oltre di una dose notevole di testardaggine, spinge da solo la vettura e la rimette in pista. Arriva ai Box mentre Moss, richiamato in fretta e furia, si riveste e parte portando la macchina in testa.  Guida così veloce che batterà il tempo della pole di Behra di cinque secondi ! Restituisce la macchina a Fairman con due minuti di vantaggio su Phil Hill e Gendebien. L’americano guidando al massimo e riesce a riportarsi in testa, ma nell’Ultimo quarto di gara , Moss recupera 40 secondi a Hill e ne rifila dopo oltre sette ore di gara altri 40 all’atro pilota della Ferrari, Gendebien.

E’ la terza vittoria consecutiva dell’Aston Martin nella 1000Km del Nurburgring, con una prestazione che dovrebbe valere a Moss il titolo di Meister del Ring. Moss che si ripaga le spese per la partecipazione (compreso l’ingaggio di Fairman) con ingaggio degli organizzatori e premi A Le Mans nei test di Aprile le DBR1 hanno girato lente, oltre venti secondi dalle Ferrari e nulla sembra presagire la vittoria.

Ma a giugno si presentano con una nuova veste aereodinamica per le tre vetture di Moss-Fairman, Salvadori-Shelby e Trintignant-Frere.

A Moss viene affidato a sorpresa il ruolo di lepre e si incolla alla Ferrari di Behra duellando a lungo, prima di cedere la macchina a Fairman. Ma il motore spossato cede per una valvola piegata. Mentre le Ferrari cominciano a soffrire problemi di riscaldamento, costringendo Cabianca-Scarlatti e Behra-Gurney a ritirarsi.

Salvadori e Shelby ora conducono ma il primo arriva ai box con forti vibrazioni che fanno presagire problemi alle sospensioni o ai semiassi. Casualmente è Wyer a scoprire che era solo una gomma difettosa e possono ripartire all’inseguimento ancora della Ferrari superstite di Hill-Gendebien

Dopo 9 ore la Ferrari conduce seguita dalle due Aston superstiti. Alle 4 di notte, a metà gara, arriva l’ordine del grande stratega John Wyer… attaccare !

Alle 10 di mattina la Ferrari costretta a tirare è costretta al ritiro.  A questo punto le Aston che avevano spesso perso per problemi di affidabilità, giran come due orologi e rimangono da sole. Con Trintignant che viene fermato da Box dal suo desiderio di attaccare Salvadori e Shelby.

E’ un trionfo e calcoli alla Mano, l’Aston Martin senza volerlo si trova in corsa per il Mondiale con 16 punti (due vittorie) dietro la Ferrari con 18 e davanti alla Porsche con 15.

Così, visti anche i disastrosi risultati in F.1, David Brown, Boss della Aston Martin e della Lagonda,  decide che  vale la pena tornare sui propri passi e tentare il colpo all’ultima gara a Settembre ,tanto più che si corre in casa,  a Goodwood. Chi vince sarà campione.

La Ferrari rimpiange il disastro di Cerda, dove la “Targa” si era chiusa con un doppio ritiro delle “Testa Rossa” in una gara dominata dalla Porsche (4 vetture ai primi 4 posti).

Sarà una gara rocambolesca. All’Aston hanno cambiato le coppie con i più veloci Moss e Salvadori accoppiati e e Fairman con Shelby., oltre alla conferma della coppia franco belga Trintignan-Frere.

La Ferrari schiera addirittura 4 vetture:  Hill-Gendebien (quest’ultimo al via) , Brooks-Gurney, ed una terza con Allison e ancora Hill, ma pronta ad “accogliere” uno degli altri 4 piloti oltre una Dino 196 per Scarlatti-Scarfiotti.

La Porsche terza incomoda sia per la gara che per il titolo schiera le lepri Von Trips-Jo Bonnier e gli esperti Barth-Maglioli.

Al via Moss va in testa davanti alla agile Porsche 718 di Von Trips e Bonnier, mentre la Ferrari segue in terza posizione.

Al primo pit un errore al rifornimento provoca un rogo che danneggia irreparabilmente la Vettura di Salvadori e distrugge lo steso Box  della squadra ufficiale.

L’Aston potrebbe essere costretta a ritirare anche la altre due vetture non potendo assisterle, ma Graham Withehead, in gara con una Aston privata cede il proprio box con le attrezzature alla casa madre e si ritira. Moss sale sulla vettura di Fairman e Shelby, in quel momento terza.

E’ un altro capolavoro del campione inglese che porta alla casa la vittoria nella gara malgrado la Ferrari dirotti Brooks e Gurney (ritiratesi con la loro 250TR) sulla vettura di Phil Hill al posto del regolare ma più lento Gendebien,

Finisce con la vittoria dell’Aston , davanti alla Porsche.  L’Aston è campione con 24 punti, frutto delle 3 vittorie davanti alla Ferrari con 18 (causa uno scarto ininfluente di 4 punti) e alla Porsche con 18.

I commenti sono chiusi.