Mag 19

Alla faccia della palla del riscaldamento globale

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Maggio  2026 Nella pampa al centro della provicnia dell’Argentina temperatura sotto zero per la prima volta in 150 anni ( e maggio è come Novembre da noi, non Gennaio o Febbraio)

Luglio 2025 Freddo polare in Argentina: a Buenos Aires nevica dopo oltre 100 anni… Non chiedete se è colpa del riscaldamento globale perché è il termine che non usano più… Per continuare a lavarci il cervello parlano di cambiamenti climatici..

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Mag 19

Dorothea Lange

Dorothea Lange (Hoboken, 26 maggio 1895 – San Francisco, 11 ottobre 1965) è stata una fotografa documentaria statunitense.
Fotografò i contadini che avevano abbandonato le campagne a causa del Dust Bowl, le tempeste di sabbia che avevano desertificato 4 000 000 km² di terreni agricoli degli Stati Uniti. Le sue foto attirarono l’attenzione di Paul Schuster Taylor, economista della università della California, che le commissionò un’ampia documentazione fotografica
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Mag 10

Una Manciata di More

482301447_640419121928904_5361236224600138057_nOgni tanto merita rileggerlo per capire come comunismo e fascismo si somiglino

 

“I mutamenti accaduti con la guerra portarono anche in quella remota valle sorprese e illusioni; ma, per finire, piovve e nevicò come gli altri anni, e i poveri rimasero poveri.”

Mag 04

Non mi chiamo Sigfrido

Una fonte mi ha detto che il giudice Tizio, pochi mesi prima di assolvere Caio, lo ha incontrato a casa sua. Ma sto verificando la notizia.
Se lo scrivessi mi toglierebbero tutto il poco che ho e verrei radiato dall’Ordine dei giornalisti (giustamente). Ma non mi chiamo Sigfrido
(Ermes Antonucci)
 
E adesso il nmerdaiolo si scusa
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Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "PRIMA LA NOTIZIA, POI LA VERIFICA: IL GIORNALISMO SECONDO RANUCCI Il conduttore di Report dice in diretta tv che Nordio è stato a casa Cipriani, il guardasigilli chiama e smentisce. La notizia? Da verificare d"
Mag 04

Degna di Secretariat

Non seguo l’ippica, ma questa di Golden Tempo è un impresa storica , da ultimo a primo nel rettilineo finale…. degna del suo antenato Secretariat

 

Il 25 aprile è morto

Cita

 
Il 25 aprile è morto oggi. A Milano, a Roma, a Bologna “fascisti col fazzoletto rosso”
Il 25 aprile è morto oggi. È morto a Milano, a Roma, a Bologna. Non nei libri di storia, non nella memoria nazionale, ma nelle piazze che avrebbero dovuto celebrarlo. È morto soffocato dall’odio, dalla violenza, dalla sopraffazione. I suoi assassini hanno scelto il rosso sangue come colore, non a caso.
A Milano i rappresentanti della Brigata Ebraica, simbolo di quei combattenti ebrei che aiutarono a sconfiggere il nazifascismo, sono stati circondati, aggrediti, respinti. Nel giorno dedicato alla Liberazione, gli ebrei sono stati trasformati in bersaglio. Una vergogna che basterebbe da sola a misurare il degrado morale di una certa piazza.
Li avrebbe definiti Enrico Berlinguer i «fascisti col fazzoletto rosso». Mai definizione fu più precisa. Perché il fascismo, quando ritorna, non sempre indossa la camicia nera. Talvolta cambia divisa, lessico, simboli. Ma conserva intatti i metodi: il branco contro il singolo, la minaccia contro il dissenso, l’odio etnico contro il diverso.
Luigi Marattin lo ha detto con nettezza: «Per decenni ci siamo illusi di vedere il fascismo ovunque. Ora il fascismo si è fatto vivo, solo che ha la bandiera rossa. Fa sempre la stessa cosa: inveisce contro gli ebrei e aggredisce fisicamente chi non la pensa come loro».
Emanuele Fiano ha denunciato l’orrore di una frase urlata contro la Brigata Ebraica: «Siete solo saponette mancate». Parole che arrivano direttamente dal vocabolario della Shoah, dal disprezzo nazista, dalla barbarie europea. Pronunciate in un corteo del 25 aprile. È un cortocircuito storico che fa rabbrividire.
A Bologna una bandiera dell’Ucraina è stata strappata e allontanata con brutalità. A Roma sono stati aggrediti Matteo Hallissey e Ivan Grieco. Portavano il vessillo di un popolo invaso da un tiranno, quello dell’Ucraina aggredita da Vladimir Putin. Sono stati colpiti con spray al peperoncino, spinti, privati delle bandiere e costretti a ricorrere al Pronto Soccorso per aver sfilato il 25 aprile.
Il copione è sempre lo stesso. I fasciati col fazzoletto rosso stanno con Vladimir Putin contro l’Ucraina, con Hamas contro Israele, con i Pasdaran contro gli iraniani che chiedono libertà. Stanno con tutti i satrapi, con tutti i tiranni, con tutti i liberticidi. Purché possano chiamarsi “anti-occidentali”.
C’è una minoranza fanatizzata che per anni ha gridato al fascismo contro chiunque dissentisse. E oggi, mentre ne replica i comportamenti, pretende persino una patente morale. Aggredisce e si sente giusta. Esclude e si proclama inclusiva. Odia e si definisce resistente.
Per questo serve un’inchiesta seria. Seria, documentata, senza sconti. Su ciò che è diventata l’ANPI in troppe piazze italiane. Su chi organizza, tollera, copre o minimizza questa deriva. Su quel che si muove dietro le quinte del nuovo fascismo: non quello immaginario, agitato come spauracchio da talk show, ma quello reale, muscolare, antisemita, antiucraino, antioccidentale. Quello che aggredisce gli ebrei, strappa le bandiere dell’Ucraina, manda i manifestanti al Pronto Soccorso e poi pretende ancora di chiamarsi antifascismo.
No. La Resistenza non ha nulla a che vedere con questa miseria. Il 25 aprile appartiene agli italiani liberi, ai partigiani veri, agli ebrei che combatterono, ai democratici, ai liberali, ai socialisti riformisti, ai cattolici antifascisti. Non ai professionisti dell’intimidazione di piazza.
di Aldo Torchiaro