Perchè chiudono le linee ferroviarie….se non lo usa nessuno

torre pelliceDal 1985, quando l’allora ministro Nicolazzi introdusse il concetto di Rami “secchi”, sono state chiuse in più ondate decine di linee ferroviarie secondarie (per non dire terziarie) come l’Airasca Saluzzo, la Pinerolo-Torre Pellice, la Chivasso Asti, la Ceva Ormea.
La cui caratteristica evidentemente era la bassa frequentazione che esse avevano, e di conseguenza l’impatto che avevano sulle casse pubbliche. Forse pochi lo sanno ma gran parte del costo (per legge sino ad un massimo del 66%) è sostenuto dalla fiscalità, ossia dai contribuenti.

Dunque il biglietto e l’abbonamento costano al massimo un terzo di quanto costerebbe se fosse un servizio privato. Il contrario del costo della benzina che gli automobilisti pagano 3 volte il suo valore, causa tasse.
Nel 2012 la giunta Cota chiuse varie linee ferroviarie il cui utilizzo era ai minini termini, in certi casi poche decine di utenti per infrastrutture di decine di chilometri. Certi giorni c’erano più addetti al lavoro che utenti. I costi erano coperti solo per l’8% dalla vendita di biglietti. Il passaggio al più flessibile e meno costoso (per le case pubbliche) fu inevitabile.

Restarono in piedi le uniche linee effettivamente molto usate: i collegamenti tra regioni e le linee suburbane di Torino, il cui utilizzo è assai maggiore. Perché è bello ed ha dei motivi sui tornerò avere una stazione, una linea ferroviaria nel proprio comune, ma se è un servizio che se nessuno usa….va a scapito di altri più utili e necessari

I continui rinvii degli incompetenti a cinque stelle. Povera Torino…

metroSe a Torino si è costruita e quasi completata una linea di Metropolitana è stato un vero miracolo.
La settimana scorsa, il vicesindaco di Torino, Guido Montantari e cui posizioni pseudoecologistiche, ma potremmo dire pre-ottocentesche in materia di sviluppo sono ben note, ha espresso il suo pensiero a riguardo della linea 2 di Torino.

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salotti e pezze al culo

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Ad una delle più argute menti che l’Italia ha avuto nel XX secolo, Leo Longanesi,  si deve una frase tagliente sul malcostume della classe politica : “Alla manutenzione, l’Italia preferisce l’inaugurazione“. La frase è attualissima anche dopo sessant’anni da quando fu scritta del 1955, e trova una esemplificazione a Piscina, nel più antico fabbricato del paese:  la settecentesca Ala  comunale.
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Dibattiti del 1982….

Non so perchè ma in questi giorni di campagna referendaria, mi è sovvenuto in mente questo episodio…. Chi come me viaggiava sui mezzi pubblici a Torino nel 1981-82, si ricorderà del clamore della “riforma Rolando” : in un weekend, anzi in una notte di sabato, furono cambiati tutti i percorsi, tutta la rete di bus e tram a Torino. Ricordo le polemiche preventive sulle radio e TV private dell’epoca… Invece tutto andò benissimo con una precisione subalpina. L’unico cosa che non avvene fu la cosidetta metropolitana leggera” che si rivelò inattuabile… Ma ancora ora oggi le linee 2,3,4 e 5 sono lì piu o meno sullo stesso percorso…. E la linea 1 oggi è diventata la metropolitana “vera”,,,

Torino vuole rimanere indietro

Leggo che a Torino l’amministrazione non vuole piu fare il sottopasso in corso Grosseto (già finanziato con soldi dello stato) , tenendo in piedi quell’obbrobrio di cavalcavia. Ma sopratutto lasciando Torino l’unica città al mondo in cui l’aeroporto non è collegato al centro città da una veloce ferrovia . Evidente che i tassisti torinesi devono continuare a salassarti … I voti della destra sono preziosi

Intanto a Barcellona con 4 euro e cinquanta si va da qualuqnue parte dlela città all’aereoporto con la metropolitana.

E a Roma:

http://www.trenitalia.com/tcom/Informazioni/In-treno-da-Roma-all’aeroporto-Leonardo-da-Vinci

Prevenzione sismica: siamo sinceri….

Diciamocelo chiaramente e cinicamente : adesso tutti a dire che bisogna mettere in sicurezza milioni di edifici,. ma non si farà nulla. Perché le case private sono private. Ed è economicamente faticoso mantenerle, figuriamoci spendere decine di migliaia di euro per fare dei tacconi pseudo-antisismici di cui non avrai mai nessuna garanzia e l’unica verifica può essere la “prova del fiammifero”. Se molti non spendono per il risparmio energetico, perché il ritorno è a tempi troppo lunghi ed i costi superiore i risparmi può avere, figuriamoci per qualcosa che spesso è metà tra la fantascienza e la pia illusione.
E diciamolo chiaramente tra 5 anni al prossimo terremoto sarà di nuovo uguale: case ultracentenarie che crolleranno sulla testa degli abitanti , e così a quello dopo e a quello dopo ancora e ancora e ancora… Perchè l’unico modo per mettere in sicurezza è spianare tutto , ma proprio tutto e ricostruire…. Ma nessuno lo farà.

A Piscina invece ci facciamo una squadra di calcio

commissione ediliziaA Vigone hanno capito che la commissione edilizia serve a poco, rallenta solo le pratiche ed è un doppione inutile dei tecnici pagati dai cittadini. Tecnici che sono responsabili dei loro atti anche senza il parere di chi svolge l’attività di fare gli stesis progetti che poi vengono presentati. Non c’è bisogno di chiedere il parere di professionisti che spesso sono quelli che hanno fatto i progetti …

A Piscina credo sia ancora composta da 12 persone (stranamente ed in barba alla trasparenza, non c’è traccia della sua composizone nel sito comunale)

Fonte: “Eco del chisone” di questa settimana a cui rimando per l’articolo completo.

Ma esistevano i no-mole ?

Nel 1887 quarantasette intellettuali tra cui Guy de Maupassant e Alexandre Dumas figlio – accolsero con orrore in una lettera quella «torre Eiffel, disonore di Parigi…. vertiginosamente ridicola che sovrasta Parigi come l’oscura e gigantesca ciminiera di una fabbrica che tutto schiaccia sotto la sua barbara Mole»


Ora Paolo Hutter, leader dei “No-Grat”, potrà essere o meno contento del paragone con questi illustri scrittori, che usavano parole altrettanto troppo catastrofiche dei moderni “rendering” (ma chiamarli “fotomontaggi” fa provinciale ?) .
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