Negli anni ’80 non c’era Spotify …

rrougeConcordo con RRouge.

Negli anni ’80, studente squattrinato, entravo nei negozi di dischi e soffrivo, perchè avrei voluti portamene a casa centinaia ma non avevo ovviamente i soldi. Adesso il negozio è virtuale ma soffri lo stesso. Ma non avrei mai pensato di pensare non solo di rubare, ma ancora di dire che facevo bene a farlo.

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LU COLOMBO – Rimini-Ouagadougou (1985)


Della serie : gli amori dei vent’anni….

una canzone che avrebbe meritato miglior fortuna, ma la cantante arrivava da tormentoni estivi e non fu apprezzata in una veste più raffinata….

Siccome io, stranamente, non collegai questa canzone a “Maracaibo”, l’annotai, senza preconcetti , nella mia mente.

Un lustro dopo, attorno al 1990, seduto ad un tavolino in un dehor di fronte al mare di Rimini, con la mia compagnia femminile dell’epoca, sorseggiando il mio solito “Jonnhy Walker”, per quei misteri neppure troppo misteriosi delle nostre sinapsi, scattò qualcosa nella mia mente e mi sovvenne la canzone.
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Telefonami tra vent’anni

Questa canzone, non sapevo perchè ma già 37 anni fa mi piaceva molto… Adesso ad oltre 50 anni, forse l’ho capita …  forse la chiave sta in quell’idea, di non fermarsi mai, di muoversi, serenamente, senza frenesie, ma sempre vispi, sempre in giro, sempre allo stesso tempo coerenti ed un po innovativi…. ecco perché inconsciamente mi rimbombava durante il mio viaggi in Patagonia, straniero ed al tempo stesso di casa in un gruppo di 40 latinoamericani….
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(Cos’è il genio) Alla faccia del Play back – 1988 Marcella Bella

(Che Marcellacos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione. (Il Perozzi – “Amici Miei”)

Era il 1988, uno die piu bei “Sanremo della Storia”.. vinse Massimo Ranieri con “perdere l’amore”. Una delle edizioni piu belle, almeno per le canzoni (da dimenticare i presentatori , Bosè e Carlucci, ed il rissoso dopfestival Biscardiano.

Fu l’anno in Luca Barbarossa, toccò il tema della violenza sulle donne e degli stupri con “L’amore Rubato”, della supenda “le Notte di Maggio” (scritta da Ivano Fossati per Fiorella Mannoia.

Il colpo di genio lo ebbe Marcella Bella, o chi per lei.  Infatti la brava cantante siciliana si presentò a Sanremo con una bella canzone scritta ovviamente dal fratello Gianni insieme con Alberto Salerno e ben arrangiata, come potete ascoltare nel video.

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Sono stato piu cattivo (Enrico Ruggeri)

RuggeriSe c’è un personaggio del mondo della musica (e della cultura italiana) fuori dalle regole e che non nasconde la cosa, questi è proprio Enrico Ruggeri. Mai condiscendete con l’ipocrisia imperante nella critica musicale italiana, dominate da un congrega di ricchi radical chic e a libro paga delle major discografiche, neppure quando racconta la propria vita, con quel fondi di rabbia che ha sempre ispirato le sue opera, canzoni , libri o programmi televisive o radiofonici che fossero.

Non eccede Ruggeri ne nel moralismo, ne nel tremendismo (facile sarebbe dipingersi come un ex profeta maledetto), ma piuttosto analizza la propria esistenza, il come questi avvenimenti abbiano forgiato in lui un certo carattere, un certo modo di vedere la vita. Magari rosicando un poco…

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Live Aid 1985

Oggi rivedevo i video del “Live Aid” del 1985.. al di là dell’ingenuità alla base del seguito che ebbe, tre considerazioni: prima di tutto molti artisti per la maggiore allora in realtà erano dei veri cani e non li rimpiangiamo , da Adam Ant a Nick Kershaw… mentre altri dimostrarono in quel live al loro grandezza, da Sting a Phil Collins, perfino Brian Ferry…

Secondo i look, che oggi farebbero sorridere (ma le giacche con le spalline e le cravatte di pelle restano bellissime) …

infine mi chiedo se il regista fosse ricchione: due volte, Sade si gitò di spalle per ballare e invece di inquadrare il suo lato “b” inquadrò il sassofinista….

Notte prima degli esami

Trent’anni fa in questi giorni, preparavo gli esami di maturità.

Era una calda estate e per questo motivo, ma anche pr favorire la concentrazione, studiavo di notte.

Non c’era internet, le TV non trasmettevano quasi mai di notte.

Con in sottofondo qualche stazione radio mi barcamenavo tra Manzoni e il circuito a transistor a collettore comune, tra una poesia del Carducci e un amplificatore operazionale.
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