Pensieri di un anno fa su Piscina ed il volontariato

Scrivevo su FB giusto un anno fa:

Putroppo il volontariato a Piscina è in crisi da anni, Potremmo fare domattina ad elencare la gente che si impegnava anni fa (e parlo solo di sei sette anni) ed oggi se ne è andata stufata, con le gambe tagliate dai soliti noti,che hanno paura di chi potrebbe togliergli il cadreghino.. E credo che molto presto si cercherà di allungare la lista. Una spirale distruttiva in cui l’attacco strumentale del signor xyz (perchè degnarlo di citarlo) alla “vecchia biliotecaria” si cala perfettamente in questa logica. Lo squallore in cui siamo finitii è figlio di questa logica di potere che ha (pochi) nomi e cognomi che non è neppure necessario fare. Perchè abbiamo capito benissimo. Io frequento molto altri paesi in tutta la provincia, per l’impegno nell’AVIS e faccio molti confronti. In nessun paese esiste questa modalità distruttiva. da parte di pochi potenti.

Non potevo che essere facile profeta.

In questo paese medioevale.

“Donatori” furbetti e rischio di populismo dannoso

Grandi polemiche ha susictato in questi giorni la questione dei vigili romani risultati assenteisti il 31 dicembre . La maggior parte dei quali per “malattia”, ed alcuni (pochi) per “donazione di sangue”. Subito si sono levate le lezioni di morale pure di un illustre costituzionalista su questi ultimi.

Se da un lato sono deprecabili i comportamenti “furbetti”, si deve bene inquadrare l’argomento nella situazione italiana ed europea.

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Quando c’era la Lira: non sembrava ma era una schifezza di mondo…

Quando c’era la lira negli anni ’80-90 , per recarti in Francia dovevi fare la carta di identità, dovevi procurarti la valuta, i “franchi”, prenotandoli in banca in quantità limitata all’equivalente di poche centinaia di euro, salvo motivare il motivo del viaggio e sempre pagando una pesante commissione alla banca.
Le lire all’estero non valevano nulla, altro che pagare con l’euro in un negozio in una zona tropicale al confine tra Argentina e Brasile, o in un bar dal tetto di frasche come successo a me sulla strada che dall’Argentina passi in Cile.
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Stamina. 50 anni fa una storia simile di truffa ed illusioni

Il libro da cui è tratto non opera di un esponente della medificina ufficiale. Ma di Maurice Messeguè,  uno dei padri della fitoterapia (medicina erboristica moderna), persona che ha avuto i suoi problemi con la medicina tradizionele (una cinquantina di processi), ma che grazie alla sua onestà ha sempre dimostrato la validità ed i limiti della propria pratica. Tra i limiti sempre ammessi da lui anche quello di non poter curare il cancro. E che da sempre si batte per sconfiggere i ciarlatani.

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