Analisi della disfatta di Chiaraviglio e Battagliotti

La sconfitta elettorale prevista ma ancor più pesantissima di Chiaraviglio pone forse la parola fine ad un dominio politico durato oltre trent’anni, ma gia disperso nel corso degli ultimi 5 anni e sicuramente ad modo di fare politica.

La politica basata su cementificazione, costruzione di opere pubbliche mediante l’indebitamento del comune con l’acquisizione di mutui (oltre i limiti che l’attuale legge, prima che il buon senso impongono), aveva fatto il suo tempo.
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Della satira, della politica e sulla misura

La satira , anche politica, anche la più feroce, deve sempre avere delle regole. Qual’è quella più importante ?

Sicuramente la satira deve graffiare, deve porre le persone prese di mira di fronte ai loro difetti, alle loro incongruenze e dire le intenzioni che non vengono svelate.

Non esiste satira “buonista”, ma esistono le persone che sanno ridere di se stessi, e come diceva Mark Twain, questi sapranno divertirsi a lungo e bene e dunque accettano la satira, e magari la usano a proprio favore.
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Perchè non appoggio nessuno

Dopo aver sentito quanto esposto (se esposto) dai tre candidati in questi giorni, ma sopratutto conoscendone storia, idee e modi, posso dire serenamente che non posso schierarmi per nessuno e invito a fare altrettanto ai miei 25 lettori.

Tre candidati ben conosciuti: uno sindaco per 28 anni, gli altri per averli conosciuti nella passata amministrazione di cui ho fatto parte.
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Il voto è segreto… già cent’anni fa

Da sempre, quando si avvicinano le elezioni, aumentano le occasioni di festa: spettacoli teatrali, danze, banchetti, ecc.. La ricerca del consenso. Ma anche sottointese minacce.In Abruzzo, nella terre del Fucino, c’è una chiamato Pescina dei Marsi, patria del Cardinal Mazarino e di Ignazio Silone, l’autore di “Fontamara”, “Il segreto di Luca” e altri romanzi.

Quest’ultimo narra che all’inizio del secolo le terre della piana erano tutte di proprietà della famiglia Torlonia (imparentata con i Borghese) e tutti o quasi gli abitanti della zona dipendevano dal Princpe Leopoldo Torlonia, come mezzadri o manovali di campagna (i cosiddetti “Cafoni”). Nel 1909, il principe, per aumentare il suo potere e prestigio, di candidarsi al seggio di deputato nelle prime elezioni a suffragio universale (maschile).
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Gita a Locarno

Durante la logorroica presentazione del bilancio del mandato del sindaco Edda Basso, è stato raccontato che la giunta si era recata a Locarno a visitare l’impianto crematorio locale e che esso era circondato da prati verdi e caprette . Abbiamo una foto in esclusiva di quella visita.